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Published on marzo 13th, 2016 | by Rny

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5 questions to Three Less One

Pronti a condividere la consolle del Vicious Club insieme a Lone, i Three Less One saranno protagonisti del nostro prossimo venerdì. Conosciamoli insieme nella nostra intervista.

Three Less One, nome curioso. Dove e come nasce?

Tutto nasce nella nostra città natale, Potenza, grazie a un gruppo di quattro amici che si faceva chiamare “Shake Beat”. La sfida era quella di portare a Potenza un sound nuovo, diciamo da club, cosa forse strana per una piccola città del Sud, ma comunque per noi era un’impresa troppo importante. Trasferiti a Roma abbiamo comunque mantenuto quel nome e ci siamo fatti conoscere suonando nei club delle capitale così. Incuriositi dai diversi aspetti di questa professione e mossi da un forte desiderio di approfondire una parte importante di questo lavoro, entrando in contatto con la Wonder Wet Records ci siamo avvicinati alla produzione poiché ritenevamo indispensabile capire cosa succedeva nella musica non solo dal lato di chi la seleziona e la propone, ma anche di chi la fa. Quindi diventando il nostro progetto anche discografico necessitavamo di una nuova formula “alchemica” che riassumesse le nostre due anime da dj e produttori. Da qui è nato Three Less One.

Da qualche tempo il vostro progetto sta diventando una faccenda seria. Di quale esperienza andate maggiormente fieri e cosa, se possibile, rifareste da capo?

Osvaldo: Suonare a Berlino per 4 ore in un locale prestigioso come il KaterBlau nella sua serata di punta è sicuramente l’esperienza di cui vado maggiormente fiero.

Gabriele: Nell’era del digitale avere il coraggio di cimentarsi in una produzione discografica in vinile collaborando con artisti internazionali come Sasse, riuscendo come primo disco ad ottenere risultati eccellenti è stata un’esperienza affascinante.

Osvaldo & Gabriele: Riteniamo importanti tutte le tappe del nostro percorso, da dove siamo partiti, le persone con le quali abbiamo collaborato e questo momento, che per noi rappresenta sicuramente una piccola conquista. Anche se a volte abbiamo commesso qualche errore lo abbiamo sempre fatto con il cuore mettendoci sempre la passione. Una cosa che non rifaremmo forse è talvolta aver rinunciato troppo a noi stessi

Avrete il piacere di fare il vostro esordio a RNY suonando insieme a uno dei nostri artisti preferiti: Lone. Cosa ne pensate dell’artista britannico?

Intanto Ringraziamo RNY per averci coinvolti: guardiamo con grande interesse e rispetto il grande successo che questa serata continua ad avere, sapendo del grande lavoro che c’è dietro a tutto questo. Poi il Vicious è un gran club! Lone è veramente forte. La sua house è fantastica e avvolgente e il suo suono è veramente pazzesco! Per noi è un britannico dal cuore caldo.

TLO dentro

Tornando a voi, quale disco avete sempre in borsa e quale non mancate occasione di suonare nei vostri set?

Gabriele: Di musica ne ascolto veramente tanta e potrei andare a pescare nel passato, ma preferisco evitare poiché il mio grande rispetto per tutto ciò che negli anni ha fatto la storia di questa musica lo porto comunque dentro di me. Preferisco scegliere cose più attuali, contestualizzando queste decisioni al passato recente. Uno dei dischi che mi è piaciuto di più e che porto sempre con me è “Slow Relief” del duo Altarboy. È una grande produzione dove dentro trovi un po’ di tutto. Sono riusciti a sintetizzare in una traccia house music, pop e il suono di Detroit. È un disco a cui noi siamo molto affezionati ed è come una mascotte perché dove lo suoniamo in Italia e fuori, ha sempre funzionato.

Osvaldo: Io tento sempre di allineare il passato al futuro. A mio parere ci sono delle produzioni che, nonostante la data anagrafica, portano con se un concetto di modernità quindi sono sempre alla ricerca del disco vecchio che può essere inserito in set recenti che abbia i requisiti di un suono mai databile. Un disco che adoro portare sempre con me è molto molto vecchio ed è infatti uscito nel 1981 (io non ero ancora nato) “The Things That Dreams Are Made Of” dei The Human League. Una traccia che suono, quando posso, per chiudere i nostri set strappando un sorriso alla pista.

Quali sono i prossimi step del vostro percorso? Con quale sfida vorreste misurarvi? A cosa state lavorando?

Osvaldo & Gabriele: Ora stiamo collaborando con il Rashomon Club, dove abbiamo una residenza. Si tratta di un club molto importante per la nostra crescita poiché propone un suono di altissimo livello anche con ospiti internazionali dove si respira una bellissima atmosfera. A breve suoneremo a L’Aquila nel club Pinacoteca e per il WECANDANCE, importante festival di musica elettronica a Roma. Ci siamo rimessi da poco in studio e stiamo lavorando al nostro secondo disco. Di sfide ce ne sono tante, noi poniamo l’asticella sempre molto alta quasi ai limiti del sogno, forse quella più importante è lasciare veramente il segno.

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About the Author

nasce nel maggio del 2011 con l'obiettivo di unire il suono all'estetica. L'elettronica, l'house e la techno si fondono in un prodotto avanguardista frutto di una ricerca capillare dell'originalità del suono. Oltre alla musica, è la sinergia tra le anime che porta avanti questo sogno, un sogno che si trova racchiuso all'interno del proprio simbolo, un uovo: simbolo di vita ed energia.



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